Autodromo di Imola: storia, curve leggendarie e grandi emozioni

Ci sono circuiti costruiti lontano dalle città, circondati soltanto da parcheggi e grandi tribune. L’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola è completamente diverso.
La pista segue le colline, attraversa il verde del Parco delle Acque Minerali e si sviluppa vicino alle case e al fiume Santerno. È parte della città e della sua storia.
Qui hanno corso alcuni dei più grandi piloti di sempre. Qui sono nate rivalità, vittorie indimenticabili e pagine dolorose che hanno cambiato per sempre il mondo della Formula 1.
UN CIRCUITO NATO DALLA PASSIONE DEI ROMAGNOLI
La storia dell’autodromo comincia nel secondo dopoguerra, quando un gruppo di appassionati imolesi immaginò un circuito stabile utilizzando alcune strade di campagna comprese tra il Santerno, il Parco delle Acque Minerali e le prime colline.
I lavori iniziarono nel 1950. Il tracciato venne collaudato il 19 ottobre 1952 da alcuni grandi piloti dell’epoca, tra i quali Alberto Ascari, Giuseppe Farina e Luigi Villoresi.
L’inaugurazione ufficiale si tenne il 25 aprile 1953 con il Gran Premio CONI, una competizione motociclistica.
La pista misurava poco più di cinque chilometri e, per diversi anni, alcune sue parti continuarono a essere utilizzate anche dalla normale circolazione stradale.
Imola nacque quindi come un circuito profondamente inserito nel territorio: non un impianto progettato a tavolino, ma una pista modellata sul paesaggio.
L’ARRIVO DELLA FORMULA 1
La Formula 1 arrivò per la prima volta a Imola il 21 aprile 1963.
La gara non era valida per il Campionato mondiale e la Ferrari, nonostante fosse molto attesa, non partecipò. A vincere fu Jim Clark con la Lotus.
Nel 1979 si disputò un’altra gara fuori campionato, il Gran Premio Dino Ferrari. Ma la data che segnò il vero ingresso di Imola nella storia della Formula 1 fu il 14 settembre 1980.
Per quell’anno il Gran Premio d’Italia lasciò Monza e si corse proprio sulle rive del Santerno. La gara fu vinta da Nelson Piquet con la Brabham.
Dal 1981 Monza tornò a ospitare il Gran Premio d’Italia, mentre Imola diventò la sede del Gran Premio di San Marino. Una soluzione che permise all’Italia di conservare due appuntamenti nel calendario mondiale.
Il Gran Premio di San Marino rimase a Imola fino al 2006.
PERCHÉ SI CHIAMA ENZO E DINO FERRARI
Nel 1970 il circuito venne intitolato a Dino Ferrari, figlio di Enzo, morto prematuramente nel 1956.
Enzo Ferrari aveva sostenuto lo sviluppo dell’autodromo fin dalle sue origini e considerava Imola un tracciato particolarmente utile per mettere alla prova piloti e automobili.
Dopo la morte del fondatore della Ferrari, avvenuta nel 1988, al nome di Dino venne affiancato quello del padre.
Da allora la denominazione ufficiale è Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari.
Il legame con la Ferrari è ancora oggi fortissimo. Quando le monoposto rosse scendono in pista, le colline e le tribune di Imola si riempiono di bandiere e tifosi provenienti da tutto il mondo.
UNA PISTA VECCHIO STILE
Il tracciato attuale misura 4, 909 chilometri e comprende 19 curve. Si percorre in senso antiorario, caratteristica piuttosto rara nei circuiti internazionali.
Imola è una pista stretta, tecnica e ricca di saliscendi. Tra il punto più basso e quello più alto ci sono circa 33 metri di dislivello.
I piloti devono affrontare curve cieche, violenti cambi di direzione e tratti nei quali i muri restano molto vicini alla pista. Gli errori si pagano facilmente e i sorpassi non sono semplici.
Per queste caratteristiche l’autodromo è stato soprannominato anche il “piccolo Nürburgring”, in riferimento al leggendario circuito tedesco.
LE CURVE PIÙ FAMOSE
Ogni curva di Imola ha un nome e molte conservano un pezzo della storia del motorsport.
TAMBUELLO
Un tempo era un lunghissimo curvone da percorrere ad altissima velocità. Oggi è una variante più lenta, introdotta dopo il tragico Gran Premio del 1994.
Prima della trasformazione fu teatro di numerosi incidenti: quello di Nelson Piquet nel 1987, il terribile incendio della Ferrari di Gerhard Berger nel 1989 e, soprattutto, l’incidente mortale di Ayrton Senna.
VILLENEUVE
La curva è dedicata a Gilles Villeneuve, protagonista proprio qui di uno spettacolare incidente nel 1980, fortunatamente senza conseguenze gravi.
Nel 1994, durante le qualifiche del sabato, Roland Ratzenberger perse la vita in questo punto del circuito. Dal 1995 anche la Villeneuve è stata trasformata in una variante per ridurre la velocità.
TOSA
La Tosa è uno dei punti più conosciuti e riconoscibili della pista.
Nel 1982 Didier Pironi superò Gilles Villeneuve nelle fasi finali della gara, rompendo quello che il pilota canadese riteneva un accordo interno alla Ferrari.
Nel 1989 la Tosa diventò invece uno dei luoghi simbolici della rivalità tra Ayrton Senna e Alain Prost.
PIRATELLA E ACQUE MINERALI
Dopo la Tosa la pista comincia a salire verso la Piratella, una curva veloce, difficile e in parte cieca.
Da qui si scende verso le Acque Minerali, uno dei passaggi più spettacolari dell’intero circuito. Le monoposto entrano in compressione, cambiano rapidamente direzione e tornano poi a salire verso la Variante Alta.
RIVAZZA
Le due curve della Rivazza conducono verso il rettilineo principale. Sono immerse in una collina che, durante le grandi competizioni, si trasforma in una distesa di pubblico e bandiere.
È uno dei punti nei quali si percepisce meglio la particolarità di Imola: una pista impegnativa circondata da un paesaggio naturale e da tifosi vicinissimi all’azione.
IL TRAGICO FINE SETTIMANA DEL 1994
Il Gran Premio di San Marino del 1994 rappresenta la pagina più dolorosa nella storia dell’autodromo.
Il venerdì Rubens Barrichello rimase ferito in un grave incidente alla Variante Bassa.
Il sabato morì Roland Ratzenberger alla curva Villeneuve.
La domenica, durante la gara, Ayrton Senna uscì di pista al Tamburello e perse la vita.
Quel fine settimana sconvolse il mondo dello sport e portò a una profonda revisione della sicurezza delle monoposto e dei circuiti.
A Imola, il Tamburello e la Villeneuve vennero trasformati in varianti. Furono modificati anche altri punti della pista, tra i quali le Acque Minerali, la Rivazza e la Variante Bassa.
Nel Parco delle Acque Minerali, vicino al luogo dell’incidente, si trova oggi il monumento dedicato ad Ayrton Senna. La statua è diventata una meta di raccoglimento per tifosi provenienti da ogni parte del mondo.
LE GARE ENTRATE NELLA LEGGENDA
Imola non è soltanto il luogo della memoria. Il circuito ha regalato anche sfide sportive indimenticabili.
Nel 1982 il duello tra Didier Pironi e Gilles Villeneuve divise la Ferrari e segnò profondamente gli ultimi giorni della vita del pilota canadese.
Nel 1983 Riccardo Patrese uscì di pista alle Acque Minerali mentre era al comando, consegnando la vittoria alla Ferrari di Patrick Tambay.
Nel 2005 Fernando Alonso riuscì a resistere alla straordinaria rimonta di Michael Schumacher. Dopo numerosi giri percorsi a distanza ravvicinatissima, lo spagnolo vinse con appena due decimi di secondo di vantaggio.
Michael Schumacher è il pilota che ha vinto più volte a Imola: sette successi, sei dei quali ottenuti con la Ferrari.
IL RITORNO DELLA FORMULA 1
Dopo l’edizione del 2006, Imola uscì dal calendario della Formula 1.
L’autodromo venne profondamente rinnovato. Il vecchio complesso dei box fu demolito e venne eliminata la Variante Bassa utilizzata dalle monoposto, creando un lungo tratto di accelerazione dalla Rivazza al Tamburello.
Il ritorno della Formula 1 avvenne nel 2020, durante la stagione condizionata dalla pandemia.
La competizione assunse il nome di Gran Premio dell’Emilia-Romagna e riportò Imola davanti al pubblico internazionale.
Nel 2023 il Gran Premio venne annullato a causa della drammatica alluvione che colpì l’Emilia-Romagna.
NON SOLTANTO FORMULA 1
La storia dell’autodromo è legata anche alle motociclette.
Imola ha ospitato il Motomondiale, il Campionato mondiale Superbike e la celebre 200 Miglia, ideata da Checco Costa e considerata la “Daytona d’Europa”.
Sul circuito sono passati anche il Mondiale Endurance, il motocross, il Ferrari Challenge e numerose competizioni nazionali e internazionali.
Imola ha accolto inoltre i Campionati mondiali di ciclismo, alcune tappe del Giro d’Italia e grandi concerti.
Sul suo palco si sono esibiti, tra gli altri, gli AC/DC e i Guns N’ Roses, oltre ai numerosi artisti dell’Heineken Jammin’ Festival.
L’autodromo è quindi molto più di una pista: è uno dei grandi spazi sportivi, culturali e musicali della Romagna.
VISITARE IMOLA E L’AUTODROMO
Vale la pena visitare l’autodromo anche quando non sono in programma gare.
Una passeggiata nel Parco delle Acque Minerali permette di osservare da vicino diversi punti del circuito e raggiungere il monumento dedicato ad Ayrton Senna.
Il centro storico di Imola si trova poco distante e può essere visitato nella stessa giornata.
Prima di partire è consigliabile controllare sul sito ufficiale dell’autodromo il calendario delle manifestazioni, le eventuali visite guidate e le modalità di accesso alle diverse aree.
DA FORLÌ A IMOLA
Forlì può essere una base comoda per scoprire la Motor Valley e assistere agli eventi dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari.
Le due città si trovano sulla stessa linea ferroviaria e sono collegate anche attraverso la Via Emilia e l’autostrada A14.
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